La poca storia che ho avuto modo di studiare mi ha permesso di approfondire un aspetto che riguarda prettamente un'idea di fondo che ha l'uomo.
Sicuramente questa verita' , se cosi' e' possibile definirla, era considerata indiscutibile all'epoca ma diciamo che anche oggi e' ancora possibile rilevarla in poche cellule della societa' e che mi allibisce ogni volta che nei miei piccoli dibattiti giovanili salta fuori. La gente pensava e pensa che l'uomo e' la razza predominante ma soprattutto che non e' un animale ma una sorta di elite della natura che si contraddistingue a tutte le altre specie. Sicuramente a regalarci questa estrema apertura mentale ci si e' messa anche la Chiesa, insomma, figuriamoci se il figlio di Dio potesse essere visto allo stesso livello di una cane. Ma bestemmie a parte, perche' non riusciamo a realizzare una parita' fra uomo e una qualsiasi altra specie?
La scienza ci ha permesso di definirci dei mammiferi onnivori. Il nostro pianeta e' sicuramente pieno di altre forme di vita di questo tipo ma noi comunque li definiamo ANIMALI o per lo meno questo e' il termine che sempre gli associamo.
Specifico subito che con questo termine IO integro anche la mia specie e quindi voglio studiare questa realta' cercando di ragionare per fatti.
Penso a tutti gli animali che conosco in prima persona e vedo che qualcosa li accomuna sempre. Persino le specie non dotate di un cervello e che vivono legate prettamente dall'istinto assumono a volte dei comportamenti che incredibilmente ci accomunano e che possiamo constatare anche nella nostra quotidianita' . Siamo infatti tutti legati da un principio di sopravvivenza che riusciamo ad attuare attraverso i mezzi dati dalla nostra natura o dal nostro progresso. Oltre a questo pensiamo anche a qualcosa di piu' complesso come i veri i propri sentimenti. Sfido chiunque a negare questi confronti. Prendiamo per esempio un cane o il gatto o altri esseri. Sono infatti forme di vita che hanno dei sentimenti come la tristezza, la paura, la felicita' , l'amore e altri ancora. Molte persone sottoposti a queste analisi rispondono: “Si, hai ragione ma pero' non hanno un'ANIMAâ€Â. Il problema pero' che se controbatti chiedendo che cosa intendano per anima una risposta che non sia legata ad un principio di fede non riesci a scovarla. E quindi come e' possibile arrivare a delle risposte usando qualcosa che e' incerto per definizione come la religione?
La vera differenza probabilmente che sta tra l'uomo e tutti gli altri esseri e' l'estrema ragione di cui e' dotato e la sua consapevolezza nel decidere fra cio' che ritiene giusto o sbagliato. Io oltre a questa capacita' non riesco a concepire ulteriori discrepanze fra tutte le numerose forme di vita che condividono con noi il mondo terreno.
Per quanto potenti siamo, per quanto estremamente intelligenti riusciamo ad essere attraverso la nostra mente, quando c'e' un temporale tutti abbiamo l'istinto di ripararci. C'e' chi entra in casa o scappa sotto un portico o c'e' chi torna nella propria cuccia o chi si copre sotto ad una foglia. Siamo quindi effettivamente una specie predominante?
Forse si… ma solo in questo mondo o forse solo nel mondo umano, visto che per esempio i leoni sono la specie predominante della savana cioe' il loro mondo.
Ma perche' l'uomo trova cosi' difficile concepire di essere infondo un ANIMALE… di essere quindi come tutti gli altri anche se pur con razze diverse e forme diverse ma sempre e comunque appartenente alla stessa matrice naturale? Perche' quindi aggiungere al razzismo umano anche una ulteriore discriminazione su cio' che riteniamo inferiore perche' non Sapiens?
Io concludo qui, lasciando queste domande con la speranza di aiutare ad aprire gli occhi a qualche persona un po' troppo offuscata dai luoghi comuni...


L'uomo e' animale
Ovvio, certo siamo animali. Il fatto e' che abbiamo una capacita' mentale superiore alle altre forme di vita presenti sulla terra. Poi, naturalmente, non sempre le sfruttiamo.
Quello che ci distingue, oltre al fatto di riuscire a decidere e distinguere arbitrariamente tra giusto e sbagliato, e' il fatto di pensare. Fino a prova contraria, gli animali reagiscono in gran parte per un meccanismo causa-effetto. L'uomo, come animale, non esclude questo, ma la situazione si complica di molto. C'e' di mezzo anche l'umore, che implica una serie di variabili infinite.
Non posso dire invece che l'uomo ha in piu' la capacita' della memoria e dell'esperienza, perche' anche gli animali, seppure in forma ridotta, ce l'hanno.
Un'altra cosa e' la capacita' di astrarre, semplificare, dedurre. Un cane non conosce il concetto di numero, o i metodi algebrici per risolvere anche un semplicissimo problema.
Inoltre, possiamo dire che un qualsiasi altro animale non si interroga sulla propria esistenza e sul soprannaturale, o, in ogni caso, cio' che non capisce, conosce, o comprende. C'e' di mezzo anche la fede, per quello che conta.
L'uomo e' diverso dagli altri animali, proprio perche' il suo punto di forza e' la mente, il pensiero, la logica, la ragione. In fondo, noi non abbiamo chissa' quali capacita' fisiche. Non corriamo ad 80km/h come i ghepardi, non abbiamo il collo lungo come quello delle giraffe. Questo ci fa capire che l'uomo, a differenza delle altre specie, non si adatta all'ambiente tramite modificazioni del proprio fisico. Una foca, portata nella savana, morirebbe, mentre un africano, portato al polo nord, avrebbe qualche speranza di sopravvivere (Questa era un'iperbole, piuttosto stupida, ma per rendere il concetto va piu' che bene).
Inoltre, l'uomo e' un animale che vive in gruppo, in branchi. Questo e' un altro suo punto a favore. Il concetto di branco si e' evoluto a tal punto da definirci societa'. L'altro giorno mi e' capitato di guardare distrattamente un documentario in cui spiegavano che ci siamo talmente evoluti sotto l'aspetto della socializzazione e del relazionarsi, che, un uomo, posto in una stanza affollata, per esempio in un bar, osserva ogni particolare dell'aspetto dei presenti. Tutto questo senza accorgersene. Le "cavie" indossavano una particolare apparecchiatura che registrava il movimento degli occhi. Tutti si sono stupiti di aver guardato, analizzato, tutte le persone che stavano loro davanti, naturalmente, soffermando lo sguardo sulla "preda" piu' appetibile.
Bella risposta!
Non ho ulteriori cose da aggiungere, concordo pienamente.
Fidati che il tuo "Ovvio, certo siamo animali" purtroppo non e' cosi' scontato per tutti.
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