L'incomunicabilita' e' un concetto che e' presente sempre e comunque, nonostante tutti i nostri sforzi per superare le barriere, imposte sia dalle convenzioni e dall'oggettivita', sia dalla soggettivita' e dalle sensazioni che ognuno di noi prova davanti ad un certo tipo di stimolo.
Quando si cerca di esprimersi, di comunicare ad altri una qualsiasi sensazione, ci si trova davanti ad un punto di domanda fondamentale. Come farsi capire? La risposta e': semplificando. Mi spiego meglio. Una sensazione, uno stato d'animo, non possono essere comunicati. Non e' possibile trasmetterli. Lo si puo' fare solamente andando al di sotto della mera parola, cercando un qualcosa di istintivo, la motivazione per il quale si prova tale sentimento, e la si esplica alla persona con la quale si sta comunicando, raccontando i fatti che hanno portato all'attuale stato delle cose. Si fa una foto del prima, del durante e del dopo, per permettere a questa persona di potersi immedesimare e di capire. Naturalmente, questo non implica un'assoluta intesa. Le menti di persone diverse, ragionano in modo diverso. Partendo dal presupposto che siamo tutti diversi l'uno dall'altro, si arriva facilmente alla conclusione che non possiamo comunicare. Possiamo trasmettere informazioni, dati raccolti, ma comunque soggettivi. Impressioni.
L'arte, invece, essendo (in certi casi), l'esatta, seppur soggettiva, trasposizione di un qualsiasi sentimento o concetto, ti lascia a bocca aperta. Ti colpisce, perche' pur non analizzandola nei minimi particolari, ti trasmette un qualcosa. Puo' piacere, come puo' non piacere, a seconda di quello che si sta cercando. Puo' essere scomposta, analizzata nei minimi particolari, cosa che porta ad una maggiore consapevolezza di quello che voleva dire l'artista o il creatore. Si puo' essere tecnicamente piu' o meno bravi. Alcuni sono portati per il disegno, altri per la scrittura, altri per i lavori manuali, ma l'importante e' il senso intrinseco che ha l'arte. Quello di esprimersi.
I sentimenti forti, sono il motore dell'arte. Gli istinti primari, come anche sentimenti piu' complessi, come l'amore o l'odio, sono tutti sentimenti forti. Lo sono a tal punto che possono diventare incontrollabili, ma sono e rimangono necessari. Necessari alla vita di quello che definiamo uomo.
In questo ultimo anno mi sentivo smarrito, forse proprio perche' la mia vita mancava di tali sentimenti. Ho spesso detto di volermi evolvere, di voler cambiare, crescere, conoscere. Questo perche' la vita che ho vissuto e' stata priva di sentimenti che mi dessero l'opportunita' di apprezzare quello che ho.
Perche' due persone innamorate sprigionano un'energia vitale immensa, incomprensibile? Perche' la loro vita non e' un involucro vuoto. Vivono per uno scopo. Un qualcosa che e' allo stesso tempo tangibile e intangibile. Qualcosa che solo i diretti interessati comprendono. Questa e' la magia di un'intesa che e' intrinseca nei nostri corpi e nelle nostre menti.
Il fatto di vivere rincorrendo qualcosa di astratto, incerto, come potrebbe essere un obiettivo dato dallo studio o dal lavoro, puo' tradursi in frustrazione, noia, depressione, finanche solitudine. Il problema e' che non si puo' capire una situazione fintantoche' la si vive. Possono essere fatte delle considerazioni, si possono dare delle motivazioni, ricercare dei perche' che non sono pero', per la maggior parte dei casi, quelli veri. L'unico modo e' quello di farsi aiutare da chi ci sta vicino. Spiegare e ascoltare.
Quello che proviamo, pero', non e' sempre quello che vogliamo provare. Sfido chiunque a dire di voler provare odio, rabbia, solitudine. Sentimenti come l'amore e la gioia, pero', non vengono e non vanno mai rifiutati. Non si devono e non si possono bloccare. Sarebbe semplicemente un'assurdita', un paradosso. I propri sentimenti vanno accettati, possiamo cercare di controllarli, di ridimensionarli o di reprimerli, ma non servirebbe a nulla. Se proviamo dolore, non possiamo pretendere di concentrarci su altro, il dolore lo sentiremmo comunque. Dobbiamo solamente trovare la causa del nostro dolore ed estirparla. Se non c'e' una causa apparente, significa che dobbiamo cambiare noi stessi.
Quello che ho detto non e' abbastanza. Non lo e' mai.

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