No, no.
Fermi tutti. Qui mi sto perdendo.
Ci sono tante cose da dire. Talmente tante. Talmente poco tempo. Nelle ultime settimane avro' abbandonato la scrittura di questo post una dozzina di volte come minimo.
Si', perche' io sono tranquillo in questo periodo, cazzo. A dire la verita' non ne sono tanto sicuro. Non sono piu' sicuro di niente, ed e' questo il punto. Sto adottando una filosofia piuttosto particolare, dato il mio "passato" pessimismo paranoico. Cerco di apprezzare le cose per come mi vengono proposte, focalizzando l'attenzione sul lato positivo. Il classico "io penso positivo", con delle piccole modifiche, naturalmente.
Sono stato forzato a incassare qualche colpo, ma ho sistemato e le cose sembravano funzionare, finche' ho capito che c'e' qualcosa che non va. Ormai c'ho fatto il callo e capisco quando non funziona piu'. (Eh, proprio non riesco a non parlarne)
Bah, sara' che non mi muovo di casa e non studio quanto dovrei. Non faccio le cose che dovrei fare. Non ho voglia di far nulla. Non sto parlando di un periodo di scazzo, figuratevi, non mi scomoderei a scrivere per cosi' poco. Qualcosa del tipo un senso d'inutilita' che tutto pervade e avvolge. Sono diventato talmente permissivo che non riesco a riconoscere quando mi viene fatto un torto. Vivi e lascia vivere, mi dico.
Ho una gran confusione in testa. Pochi punti di riferimento, li conto sulle dita di una mano. Data la natura consumistica della societa' di cui faccio parte, magari marginalmente e a modo mio, vengo spinto ad essere produttivo in tutto quello che faccio. Avere un secondo fine per ogni azione. Pero' cosi' e' brutto, non credete? Non si e' un po' persa di vista la gioia di vedere una faccia amica? Di fare un favore? Il fatto e' che ora se sei un'anima buona e fai qualche favore...come si dice, ah. "Dai una mano e prendono il braccio". Non e' una cosa che mi dia particolarmente fastidio. Mi spiego. Non mi dispiace fare un favore. Non mi dispiace fare una serie di favori. Ma voglio gratitudine, mica sono lo scemo del villaggio. Voglio considerazione, attenzione. Quando scopro di non ottenere quello che voglio, beh, mi irrito. Si', ti sorrido, ma mi fa girare il cazzo.
Quindi si riduce tutto ad una merda. Io faccio questo perche' tu fai quest'altro e cosi' via.
Proprio non si riesce a stabilire un rapporto che ti dia tutto. Che ti coinvolga, che ti dia gioia e non crei problemi. Siamo tutti dannatamente soli, ognuno per la sua strada. Possiamo incrociare gli sguardi, scambiare qualche parola, ma il filo che creiamo e' talmente flebile che un soffio di vento lo porta via. Il desiderio utopistico e' un must, in tutte le argomentazioni possibili. Piu' sono personali, pero', piu' fa male quando torni con i piedi per terra, quando ti accorgi che continuare la strada che hai iniziato non e' facile come pensavi, etcetera, etcetera. Le cose brutte teoricamente dovrebbero far apprezzare maggiormente le cose belle. Quando ti succede qualcosa che ti fa male, dovresti riuscire a comprendere meglio quello che hai e che ti permette di continuare a dormire tranquillo. Questo e' quello che ho fatto io. Devo dire che fino ad ora ha funzionato.
L'assuefazione e' una brutta cosa. Bruttissima. Io sono tendente ad assuefarmi, a drogarmi. No, non in quel senso, ho smesso parecchio tempo fa. Tornando indietro lo rifarei, cosi' da arrivare alla stessa conclusione. La droga e' una merda. Qualsiasi essa sia. Che sia la sigaretta dopo il caffe', la canna con gli amici, oppure Heroes, la droga merda e' e merda rimane. Pensate un attimo. Cosa succederebbe, se voi voleste raccogliere le solo le cose piacevoli, proprio come biglie (Cit. - chi indovina da dove senza google ha diritto ad una birra)? Provate per un giorno ad evitare le cose spiacevoli. Occupate la mente o le mani con altro che vi dia soddisfazione, gioia. Provate a pensare a voi stessi solamente, provate ad essere egoisti con chi non ha ancora un contatto sufficientemente forte con voi. Ve lo consiglio. E' qualcosa che da un lato ti da soddisfazione, dall'altro ti corrode dentro, lentamente. Non e' droga, questa?
Questo e' un buon punto per fare un passo indietro e voltare le spalle al futuro, per vedere cosa si e' stati. Serve, davvero. Serve a capire quello che stiamo facendo e perche'. Non dico di perdersi su quelle cagate mostruose, tipo che si e' condizionati da quando si e' in fasce, o cose simili. No, dico: prendete le persone che hanno avuto un ruolo importante nella vostra vita. Chi, del vostro passato ricordate? Voglio minimo 5 nomi, in ordine d'importanza, dai compagni delle elementari ai colleghi, a chi vi siete scopati, tutti. Una volta riconosciute queste persone, analizzate il rapporto che avete avuto o che state avendo con loro. I vostri comportamenti, i loro comportamenti, quello che vi e' rimasto impresso. Analizzate loro, analizzate voi. Cercate di capire il vero motivo per il quale queste persone erano importanti per voi, cosa vi davano ed eventualmente cosa ha portato a termine il vostro rapporto. Avete o non avete capito qualcosa in piu' di voi stessi?
La soggettivita', la relativita', l'egoismo di fondo, sono tutti fattori che ballonzolano all'interno di noi stessi, instabili quanto lo siamo noi.
Ora, io che cazzo devo fare?
Mollare tutto e ricominciare di nuovo? Rattoppare quello che va' rattoppato e arrancare qualche altro metro?
Il confortante abbraccio dell'abitudinarieta', delle cose regolari, quelle che ti fanno sentire a casa, e' un po' mancato, in questo periodo. Sto vivendo alla cazzo, come mi va di fare, quello che mi va di fare. In fondo finora ho sempre seguito qualcuno, senza dare spazio a me stesso. Adesso che ho ricevuto tutta questa liberta' di pensiero e di azione, senza dover rispondere proprio a nessuno, nemmeno agli amici (l'ho capito ora, a 20anni, che posso fare il cazzo che mi va di fare), mi sento con le gambe tagliate. Finora non ho vissuto nulla. E' dura (ri)cominciare.
In fondo tutte le pare che mi sto facendo sono state instillate da una serie di preconcetti che mi sono stati serviti per essere produttivo, all'interno di una societa' produttiva. Ma se io volessi tipo andarmene?
Ho avuto una conversazione con un amico, tempo fa. Eravamo simili, ma lui e' completamente cambiato, dopo un viaggio. Mi ha detto che quando vieni catapultato in un'altra realta', quando sei da solo, quando quello che hai imparato fino a quel punto non conta, allora puoi comprendere cosa e' cosa. Cosa e' necessario, cosa non lo e'. A livello fisico, psicologico.
Gli credo, e voglio provarlo sulla mia pelle.
Meh.
P.S.:Un po' mi mancava, scrivere, intendo.

addiction
dark, non so se mi credi, ma penso di capirti.
quella che suggerisci e' un'ottima droga, ma infida. perche' anche se puoi fare tutto quel che ti pare, dovresti assumere determinati comportamenti e fare determinate cose, rispettare gli impegni, le scadenze... dovresti per rimanere nella societa', per non diventare un nucleo a se stante. ma allora mi viene da chiedermi se la vita che ogni uomo dovrebbe condurre e' quella tediosa e difficile "nella societa'" o quella di vizio piacere egoismo e isolamento di quella droga?? quando parlo di societa' intendo dire che per mantere dei rapporti bisogna mantenere pure un certo impegno. mentre abbandonarsi alle proprie voglie sarebbe piu' facile. spesso e' piu' piacevole e mi sembra che lo sia anche per te.
non capisco invece perche' parli sempre di ricominciare, di ripartire... insomma quando ti sei fermato? se guardando indietro non sei soddisfatto, porta lo sguardo avanti e mira un obbiettivo semplice, non troppo lontano. una cosa facile, per cui tu riesca a trovare la forza di volonta' necessaria a raggiungerla nonostante la "droga". il viaggio e' fattibile? vai!
PS: la citazione l'ho trovata con yahoo!, me la merito una birra :D ?? (e complimenti!)
venduto
Venduto, venduto, prima di essere nato
venduto il mio futuro, venduto il mio passato
residuo di mercato presente a me stesso
forse mi son perduto forse mi cambio sesso
L'industria culturale ha un unico obiettivo
e' darmi l'impressione di esser ancora vivo
consumo le sue storie davanti al caminetto
ma penso che chi ama deve bruciare tutto
E' la buona volonta' che devi esercitare
la necessita' di distinguer il bene e il male
fai fruttare i tuoi talenti non creare malcontenti
questa canzone dei Punkreas mi sembra si adatti bene al discorso, dopo questa strofa pero' cambia discorso :|
con il loro sarcasmo mi sembra che propendano per l'opzione "droga" piuttosto che per quella "societa'"...
Ricominciare
Quando parlo di ricominciare intendo a livello psicologico, cioe' cercando di impormi di agire in una maniera piuttosto che in un'altra. Quando ti scotti stai lontano dal fuoco. Causa effetto.
Hai colto il punto esatto del dilemma.
Tagliare e ricominciare va
Tagliare e ricominciare va bene ma scappare nn tanto...tu credi di aver tagliato?tagliato netto?o forse t stai solo autoconvincendo, perche' vederlo scritto t fortifica di piu'?fare un viaggio se nn hai gia' chiuso cn il "passato" nn credo ti servira'..tornerai catapultato dentro il tuo vecchio mondo,i tuoi soliti "amici"... sempre se tornerai..perche' in fondo e' piu' facile scappare e dire che e' tutto ok...affronta la realta' in modo positivo..prendi le cose di petto..nn nasconderti!comanda,nn farti comandare!nn ti sta bene?gira pagina,ma del tutto!concordo cn la persona che ha scritto prima...nn mirare a cambiare il mondo(nn c riuscirai) mira verso obiettivi raggiungibili!scusate per l'italiano incomprensibile,spero di essermi espressa decentemente..alla prossima!
Thumbs up
Sono pienamente d'accordo. Il problema e' che io non scappo ne' taglio, ma mi adatto alla situazione.
Cosa ne ricavo, dirai tu. Ne ricavo che ottengo delle cose positive con uno sforzo relativamente piccolo.
La cosa che invece mi sta sul cazzo e' che proprio non riesco a farne a meno. Trovo piu' semplice adattare me agli altri, piuttosto che adattare gli altri a me facendo valere il mio punto di vista. E se lo faccio, beh, sono cazzi.
Ah, la persona che ha scritto prima, mi sa che e' valentuno.. Anzi, ne sono sicuro! :D
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