I dover sono una pop rock band spagnola da madrid, abbastanza popolare (appunto...) in spagna.
Il gruppo e' composto di 4 elementi, di cui 2 sono donne e una di loro da la voce alla band cantando i brani, quasi tutti in inglese.


Sebbene il loro primo album (sister) risalga al '95, a me sembra che vi siano sonorita' piu' vecchie...c'e' una buona influenza old school insomma, ma neanche i dover sono sopravissuti indenni al periodo grunge (primi anni 90 con i nirvana che spopolavano, per intenderci). cosi' capita che a volte le canzoni siano un po' rumorose e
disordinate, con i bassi accentuati e certi eco effetto garage....che non sono stati messi di proposito, ma probabilmente sono dovuti al fatto che il primo disco e' stato registrato in un posto che non era molto piu' di un garage! al'epocama il gruppo era ancora un po' immaturo, nel disco ci sono poche canzoni che spiccano e comunque non sarebbero mai state in grado di piazzarsi bene su qualche classifica di vendita o di impressionare la critica....a dirla tutta sinceramente il disco non e' un granche' ed e' quello che mi piace meno.
Siamo nel '99 quando esce il terzo album: "Late At Night". Questo disco non ce l'ho ancora, quindi non scrivo proprio niente :D

Invece per fortuna ho "I was dead for 7 weeks in the City of Angels" del 2001. e questo secondo me SPACCA! un disco che davvero merita di essere ascoltato con attenzione. le canzoni si fanno piu' leggere e orecchiabili, sono molto varie, la cantante e' diventata piu' brava, il suono e' curato e pulito meno grunge. Questo e' il disco che mi ha fatto definitivamente innamorare di questa band con canzoni come: "life is a bitch" che mi hanno preso subito, o come "king george" che ho cominciato ad apprezzare davvero dopo qualche ascolto. Ma soprattutto grazie a canzoni come "my secret people" e "death rocker", che piu' le ascolto piu' mi piacciono. Tutte le canzoni hanno qualcosa di particolare che le rende degne di esistere :D ...infatti da questo album comincia la sperimentazione dei dover, che si aprono un po' al punkrock e all'elettronica (per ora solo appliccando qualche effetto, tipo la distorsione della voce o effettini secondari come in "I hate everybody")

Nel 2003 esce " The Flame" il disco che ha avuto meno successo commerciale per i dover, ma che secondo me e' eccellente. ci sono molti bei pezzi, anche se devo ammettere che pezzi lentissimi come "honest" e "someone else bed" mi fanno cagare. Complessivamente l'album procede sulla falsa riga del precedente, come accade nelle band che hanno raggiunto una certa maturita'. la canzone che da il titolo all'album concede adirittura un po' allo ska, con i giri di basso melodici e certi tratti di chitarra suonata con la tipica pennata ska. il risultato e' molto buono ma non assomiglia affatto a una canzone ska! i dover sono ancora grunge...
Il disco e' abbastanza commerciale, credo che si noti ascoltando una canzone come "die for rock & roll", che pero' secondo me rimane una bella canzone.
a prima vista questo album sembra una cagata, le canzoni forse insulse, ma a pensarci bene e' una piccola rivoluzione, e' gia' il futuro. sarei in disco tutte le sere se mi passasero canzoni cosi', che peraltro sono molto ballabili (mentre a tratti permettono anche un po' di sano pogo)
hanno anche una tribute band

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